Thailandia - La terra dei sorrisi

La terra dei sorrisi
Il nostro fedele cicerone di viaggio è stato Joe Cummings, l'autore della guida della Thailandia della Lonely Planet (tradotta da edt), da cui non ci siamo mai staccati e che è diventato una specie di "spirito guida" per la scelta dei siti e luoghi da visitare, per la ricerca degli hotel e delle locande in cui mangiare, e in generale nostro compagno di viaggio.
Thailandia

L
a Thailandia mi è rimasta nel cuore. E' il paese dell'allegria, della cordialità, del mare e del sole ma anche delle improvvise piogge durante le stagioni estive; ma è allo stesso tempo terra ricca di storia e cultura e anche di vecchie tradizioni popolari che è possibile scoprire nei caratteristici villaggi e paesi dell'entroterra, da quelli sulle rive del Mekong a quelli vicini ai confini laotiano e birmano.

Con il suo favoloso progetto "Amazing Thailand" il governo thailandese è riuscito a rendere il turismo una risorsa fondamentale per l'economia del paese, ed ovunque è possibile organizzare le tappe del proprio viaggio e gli spostamenti con estrema facilità, oppure divertirsi con un trekking nella giungla a dorso dell'elefante o con la visita dei bellissimi siti archeologici, apprezzando una cultura e una tradizione religiosa profondamente diversa dalla nostra e radicata nella venerazione del Buddha.

Noi abbiamo usato ogni mezzo per gli spostamenti in Thailandia: il treno, dove come non mai credo di aver toccato con mano, viaggiando durante le ore notturne in una cabina di seconda classe, la povertà della popolazione thailandese, i pullmann comodi e confortevoli e molto ben organizzati, i traghetti per gli spostamenti sulle isole e l'aereo per la lunga tappa da Chiang Mai a Phuket.

Tabella di marcia
Anno: 1999
Durata: 22 gg
Periodo: agosto
Tappe
Ayuthaya
Sukhothai
Chiang Mai
Phuket
Phi Phi Island
Ko Samet
Bangkok

E che dire delle ingenue truffe ai turisti di Bangkok, nelle quali siamo rimasti coinvolti in prima persona divertendoci come non mai, delle contrattazioni con i tuk tuk, dei mitici e rilassanti thai massage (particolarmente goderecci se fatti in riva al mare), dei mercati, degli orologi contraffatti (Francesco ne ha comprato uno divertendosi moltissimo nella contrattazione) e in generale, indimenticabile, della bellissima atmosfera che si respira girovagando in un paese del sud est asiatico? Mentre la descrivo penso: ci tornerei anche domani, davvero un piccolo zaino è tutto quel che occorre, il resto‚Ķè grandiosamente offerto dalla Thailandia. Si può spendere anche molto poco, dipende dalle proprie tasche, il cibo è buono, la popolazione è cordiale, la vacanza è assicurata. Inoltre Bangkok è base strategica per gli spostamenti anche fuori dalla Thailandia, Birmania, Cambogia, Laos e Vietnam via pullmann, via treno o via aereo, ogni motivo è buono per saltare su un aereo diretto a Bangkok, ripeto, anche domani. Il nostro fedele cicerone di viaggio è stato Joe Cummings, l'autore della guida della Thailandia della Lonely Planet (tradotta da edt), da cui non ci siamo mai staccati e che è diventato una specie di "spirito guida" per la scelta dei siti e luoghi da visitare, per la ricerca degli hotel e delle locande in cui mangiare, e in generale nostro compagno di viaggio.

Il nostro viaggio aereo per Bangkok è stato lungo e faticoso ma ne è valsa la pena perché è stato molto economico; abbiamo volato da Milano via Helsinki (capitale finlandese che abbiamo visitato durante le ore di stop all'aeroporto sia all'andata che al ritorno) per circa L. 1.200.000 a testa nell'agosto (alta stagione quindi) del 1999. Atterrati a Bangkok a circa le una, le due del pomeriggio, appena recuperati i bagagli, ci siamo diretti alla stazione di Dong Muang, proprio di fronte all'aeroporto internazionale di Bangkok, diretti ad Ayuthaya, vecchia capitale del Siam, a circa 86 km a nord di Bangkok.
L'indomani abbiamo visitato il parco storico di Ayuthaya, dichiarato dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità; abbiamo noleggiato delle biciclette insieme ad un'altra simpatica coppia di turisti italiani, Paola e Tullio (che abbiamo poi nuovamente incontrato alle Phi Phi Island) che avevamo conosciuto durante la colazione al Wieng Fa Hotel, posticino con camere pulite e silenziose disposte intorno ad un giardino interno.
Con le nostre biciclette, tutti e quattro ci siamo divertiti a girovagare tra i templi storici di Ayuthaya, che si trovano praticamente ad ogni angolo e lungo i fiumi di questa città dal passato glorioso.

Abbiamo cenato insieme, su un ristorante affacciato sul fiume (immancabili i simpatici gechi acchiappa zanzare sul soffitto) imbattendoci anche nel vivace mercato notturno nei pressi del molo, e poi le nostre strade si sono divise per interessi e obiettivi di itinerario non tanto ma un poco diversi, con una promessa però: "seguiremo le indicazioni di Joe Cummings e così ci ritroveremo nelle successive tappe di viaggio".
Salutati i nostri amici, abbiamo preso il treno di circa mezzanotte per raggiungere Phitsanulok, in direzione di Chiang Mai; da Phitsanulok ci siamo diretti prima via pullmann e poi con un songthaew a Sukhothai, il parco storico dichiarato dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità. Questo è stato in assoluto il viaggio più scomodo fatto qui in Thailandia; prima il treno, dove abbiamo toccato con mano che la popolazione è povera, poi l'arrivo alla stazione di Phitsanulok a circa le cinque del mattino, con bagni sporchissimi per i nostri canoni occidentali, poi il pullmann ed infine un songthaew (piccolo pick-up con due panche nella parte posteriore usato come autobus o taxi collettivo) per arrivare al parco. Qui abbiamo nuovamente noleggiato delle biciclette, mezzo ideale per godersi la tranquillità e la magnificenza del Parco storico di Sukhothai, assicurandosi inoltre, data l'ampiezza dell'aerea, di visitare anche i templi più remoti e meno turistici, godendo del paesaggio e divertendoci alla scoperta dei templi più nascosti.
Visitato Sukhothai ci siamo poi diretti verso Chiang Mai, graziosa cittadina con oltre 300 templi che creano un magnifico scenario dove abbiamo trascorso circa tre giorni. Anche qui il nostro mezzo di locomozione preferito è stata la bicicletta che affittavamo direttamente alla nostra pensione.

Da Chiang Mai abbiamo volato su Phuket e da qui con il traghetto ci siamo spostati alle Phi Phi Island per trascorrere alcuni giorni di completo relax al mare e toccare con mano quanto si dice delle bellezze del mare thailandese: tutto vero, è bellissimo!

Alle Phi Phi Island indovinate chi abbiamo incontrato? Paola e Tullio la simpatica coppia che ci aveva accompagnato nella visita di Ayuthaya; parlando con loro abbiamo scoperto che per poco non ci siamo incontrati a Chang Mai (Joe Cummings aveva consigliato a entrambi un buon ristorante della città) e comunque anche sull'isola abbiamo trascorso con loro momenti molto piacevoli, escursioni in barca e snorkelling, siesta e riposo sulle belle spiagge, ristoranti serali; peccato che la pioggia non è stata a nostro favore, il tempo alle Phi Phi Island si mise veramente male (niente da meravigliarsi nella stagione delle piogge soprattutto per la costa e le isole sul Mar delle Andamane) costringendoci ad una fuga anticipata rispetto alle previsioni di soggiorno.

Così Paola e Tullio partirono alla volta di Ko Samui mentre noi abbiamo voluto veramente prendere le distanze dal maltempo dirigendoci verso Ko Samet, graziosa isola nel Golfo della Thailandia situata a circa metà strada tra Bangkok e il confine cambogiano.
Qui abbiamo trascorso 5 - 6 giorni di "dolce far niente", rilassati anche dal sole splendente (pioveva durante la notte e al mattino in poco tempo il sole asciugava la spiaggia, comodo no?).

Infine siamo ripartiti per Bangkok dove abbiamo trascorso gli ultimi tre giorni di vacanza. Bangkok, odiata da molti, è per me una città straordinaria, affascinante, unica, direi una babele di colori, odori, suoni, una grande metropoli con tutti gli svantaggi del caso (inquinamento e traffico alle stelle!), ma capace anche di coinvolgere moltissimo il turista: dalle contrattazioni con i tuk tuk, piccoli taxi a tre ruote (anche le tariffe dei taxi sono comunque trattabili), alla scoperta dei mercati fino a quello gigantesco di Chinatown, dalle ingenue truffe organizzate dalla piccola malavita per far spendere i turisti (soprattutto in oro e gioielli) fino alla visita dei wat ma anche dei modernissimi edifici e grattacieli, Worl Trade Center incluso, ma soprattutto l'atmosfera di una città "operosa", dinamica dove l'arte di "arrangiarsi" si fonde a un'economia e un'organizzazione tecnologica che ha pochi uguali nel sud est asiatico.

Ripreso l'aereo per l'Italia ci siamo fermati, durante le ore di stop all'aeroporto di Helsinki, a visitare la capitale finlandese; qui ci ha stupiti il confronto con Bangkok lasciata circa 8 - 10 ore prima. Alle sei, sette del mattino siamo rimasti increduli per l'aria tersa e pulita di una capitale del nord Europa dove tutto è controllato: poco traffico, molte aree pedonali e piste ciclabili, poco rumore, poca aria inquinata (almeno all'apparenza!).
Aria fresca di fine estate, cielo limpido, organizzazione, quiete, tutte sensazioni dimenticate nella vivace e colorata Bangkok! Ma in fondo proprio questo rende magico viaggiare: il confronto, i sapori diversi, le sensazioni che incredibilmente i luoghi, quasi come succede tra le persone, riescono a trasmetterci.
 
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